mercoledì 28 giugno 2017

TREDICI


Tratta dai bestseller di Jay Asher, la serie originale Netflix Tredici racconta la storia di Clay Jensen (Dylan Minnette), un ragazzo che al ritorno dalla scuola trova sulla porta di casa una misteriosa scatola con su scritto il suo nome. Nella scatola scopre delle cassette registrate da Hannah Baker, una compagna di classe per la quale aveva una cotta e che si è suicidata due settimane prima. Nelle registrazioni, Hannah spiega le tredici ragioni che l'hanno spinta a togliersi la vita. Clay è forse tra queste?

Pubblicato nel 2007 con la grafia "Th1rteen R3asons Why", il romanzo di Jay Asher è stato un grande successo negli States e in occasione della serie Tredici a cui ha dato origine, disponibile su Netflix, ne è stata ripubblicata - anche in Italia da Mondadori - una edizione speciale per il decennale. Il libro consta di meno di trecento pagine e racconta una sola giornata, durante la quale il giovane protagonista Clay Jensen ascolta le tredici incisioni lasciate da Hannah Baker dopo il suo suicidio. 
Si tratta in sostanza di un duetto di voci, quella registrata di Hannah e quella interiore di Clay, che interviene a commentare con il proprio flusso di coscienza di dubbi, riflessioni e ricordi. In termini di azione non succede quasi nulla, a parte per Clay che evita i propri genitori e attraversa la cittadina (una "american small town" come tante altre) seguendo la mappa lasciata da Hannah.

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venerdì 16 giugno 2017

Girlboss


d appena 28 anni, Sophia Amoruso è milionaria. Fino a pochi anni prima si era sempre data da fare con piccoli lavoretti, spesso abbandonati a causa di un modo di fare tutto suo, talvolta irresponsabile, mai convenzionale. Senza denaro, prossima allo sfratto e a un passo dalla disperazione, si accorge che rivendere abiti vintage su e-bay, nell'era di Internet, potrebbe portarle notevoli guadagni. Tutto ciò che dovrà fare è selezionare i capi di abbigliamento e trovare un luogo dove acquistarne di nuovi a poco prezzo: operazione che inizialmente le sembrerà più semplice di quanto si rivelerà poi essere. Inizierà così, praticamente da sola, contro tutti e con il suo caratteraccio, a costruire un impero che prende il nome di Nasty Gal.
Girlboss si basa sull'autobiografia #Girlboss di Sophia Amoruso. La Sophia reale e quella seriale hanno altro in comune: entrambe sono consapevoli di essere verbalmente troppo aggressive, troppo spigolose, troppo indigeste. 
La Nasty Gal è oggi un'impresa on-line da 100 milioni di dollari, che dà lavoro a circa 350 dipendenti. Il vero valore dell'azienda, tuttavia, è nel messaggio che la sua stessa esistenza veicola: è un qualcosa che nasce dal nulla, grazie al talento e alla caparbietà di una ragazza - Sophia Amoroso - che è cresciuta in strada. È una realtà, insomma, che testimonia come il sogno americano sia ancora oggi più che mai vivo.

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giovedì 1 giugno 2017

CABLE GIRLS




Quattro donne, gli anni '30, aria di ribellione: da una parte la rivoluzione tecnologica che passa attraverso i cavi di un centralino telefonico, dall'altra la rivoluzione dei costumi, che si consuma (anche) rompendo il tabù di una gonna un po' più corta del "normale". 

Alla regia Carlos Sedes e David Pinillos (Velvet, Grand Hotel), nei ruoli delle quattro protagoniste la star Blanca Suárez (El barco, El internado), Nadia de Santiago (Musarañas, Amar es para siempre), Ana Fernández (Los protegidos) e Maggie Civantos (Vis a vis).
Rilasciata in 190 paesi da Netflix a partire dal 28 aprile, Cable Girls è la prima serie originale del colosso del video on demand prodotta in Spagna.

I PERSONAGGI
Già rinnovata per una seconda stagione, Cable Girls si ambienta nella Madrid del 1929, all'interno del grattacielo che ospita la sede della neonata Compagnia de Telefonia. All'interno di queste stanze si muovono i destini delle quattro protagoniste Lidia, Carlota, Ángeles e María Inmaculada detta Marga, appena assunte come centraliniste.
Quattro caratteri femminili molto diversi per quattro donne che si troveranno, spesso loro malgrado, a essere testimoni dei segreti e degli intrighi politici che corrono lungo le linee telefoniche.

Dalla protagonista Lidia, in fuga da un misterioso passato, a Carlota, figlia ribelle di un militare, passando per Ángeles, apparentemente sottomessa al marito, e la campagnola Maria, le quattro colleghe/amiche sono accomunate da un identico destino: quello di affermare la propria indipendenza ed emanciparsi in una società ancora troppo al maschile.

IL MOOD
Lontana più psicologicamente che temporalmente dalla dittatura di Franco, la Madrid de Cable Girls è una città da un milione di abitanti, moderna, nel boom dello sviluppo architettonico e piena di fiducia nel futuro. Nascono in quegli anni interi quartieri per ospitare il nuovo proletariato urbano (Ventas, Tetuán), si inaugura la Gran Via per decongestionare il centro storico dove il traffico è già stato "alleggerito" dalla nuovissima metropolitana, mentre poco lontano dal Palazzo Reale nasce la Ciudad Universitaria.
La compagnia telefonica della serie è la prima a portare in città la rivoluzionaria forma di comunicazione a distanza, trovando naturalmente posto nel primo grattacielo mai costruito in città.

Ma a far da protagonista nelle otto puntate della prima stagione, inevitabilmente, è anche la moda femminile anni '20 e '30: cappellini, copricapo e velette, gonne al ginocchio e camicie, reggiseni a fascia per coprire rigorosamente le forme. Perché nella Madrid di fine anni venti, vale la pena di ricordarlo, le donne non solo non erano libere di indossare quel che volevano, ma dovevano regolarsi su canoni differenti a seconda del lavoro (eventualmente) intrapreso. Ammesso che lo trovassero - e che i loro mariti fossero d'accordo.

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